Sesto Calende – Milano

Sveglia ore 7.15.

4 ore scarse di sonno.

Prendo la bici, opportunamente bardata di portaborraccia (a cui mi riprometto di dedicare un post nella sezione “il ciclismo e il corpo femminile” o anche “ma voi ciclisti lo sapete come è fatta una donna????”), e me la pedalo in una Milano addormentata in una domenica di fine luglio.

Km tra casa mia e la stazione: 7; km di coda per prendere il biglietto: 12.000. La stazione Garibaldi regala grandi emozioni e ben 4 macchinette, di cui nessuna accetta contanti. Una di queste non accetta neppure bancomat o carta di credito, qualcuno ci prova lo stesso nella speranza che dia i biglietti gratis, ma il trick non va a buon fine.

In qualche modo riesco ad arrivare all’agognato biglietto, salgo sul treno e mi faccio 50 minuti di viaggio. Arrivo a Sesto Calende, becco Jas e Simone, stop veloce per un caffè e si parte.

La ciclabile lungo il Ticino è piacevole e scorre senza troppi problemi a parte qualche tratto di sterrato, sabbia/ghiaia e acciottolato, che però non ci vieta di godercela. La vicinanza dell’acqua ci garantisce un po’ d’aria fresca, evitandoci di sudare più del dovuto.

Io, in tempi abbastanza brevi, mi accorgo di due cose: 1)evidentemente dovevo mangiare di più a colazione 2)le barrette di MammaDecathlon non si aprono manco a morì, infatti nel tentativo di strapparla con i denti ne faccio cadere una nell’unico tratto esterno alla ciclabile e, per la legge di Murphy, appare un SUV che me la spiaccica. E andiamo!

Mentre ce la procediamo tranquilli, arriva il problema tecnico! La calotta destra del movimento centrale di Jas si svita e ovviamente nessuno di noi ha la chiave 15 a tubo. Proviamo a chiedere a dei ciclisti che vanno in su, i quali, pur non avendo la chiave ci rivelano che a Boffalora c’è un ciclista aperto. Rincuorati da questa notizia, diamo due giri di scotch al movimento centrale incriminato e ripartiamo.

L’imprevisto però è dietro l’angolo e ad un certo punto ci troviamo davanti a un cartello che vieta a ciclisti e pedoni il transito sulla ciclabile! Chiediamo informazioni a un vecchio che arriva su un bici dal tratto in questione, il quale prima nega l’esistenza di un cartello di divieto e, quando glielo indichiamo, mugugna qualcosa e se ne va. Un po’ perplessi, decidiamo di proseguire. Poco dopo incontriamo 1) dei surfisti (!) 2) un padre de familia (cit.) che ci spiega che a causa di un incidente la ciclabile è TEORICAMENTE chiusa, ma visto che siamo in Italia la cosa funziona che se tu non rispetti il divieto e caschi nel naviglio, cazzi tuoi.

Questo però comporta che alcuni tratti non siano troppo ben tenuti, obbligandoci perciò a ridurre di parecchio la velocità di crociera.

Arrivati a Boffalora, Jas si fa stringere la calotta dal ciclista, il quale, oltre a non aver “magicamente” le chiavi da vendere, gli chiede 5 cucuzze esentasse per avergliela riavvitata! Putroppo siamo in mezzo al nulla ed è domenica… abbiamo poche alternative e ci tocca cedere al ricatto.

Per finire in bellezza, appena preso il naviglio grande, incappiamo in un incendio ai lati della ciclabile: tratteniamo il respiro, attraversiamo la nube di fumo trattenendo il respiro e chiamiamo il 115. Anche per oggi il dovere di bravi cittadini è fatto!

Arrivati a Milano veniamo investiti dalla caldazza, che aumentava di minuto in minuto man mano che ci avvicinavamo. Stanchi ma felici ce ne ritorniamo a casa.

Un dollaro a chi coglie la citazione!

photo: gpsvarese.it

~ di lafattaturchina su luglio 26, 2010.

4 Risposte to “Sesto Calende – Milano”

  1. […] e rilascio di endorfine. MA, a causa di una crema solare dimenticata a casa, ho avuto in dono dal giretto di domenica un completo cutaneo color aragosta, quindi per un attimo tocca rimandare le uscite e cospargersi di […]

  2. Domani la faccio anche io (bici da corsa) grazie del post, dunque proverò a percorrere anche il pezzo “chiuso” da Turbigo a Cassinetta

  3. Ciao
    Io abito a seto calende; devi sapere che il Comune ha preso mezzo milione di Euri dal fondo sociale europeo per fare una pista ciclabile.
    L’unica cosa che hanno fatto è stato chiudere sommariamente una strada (da poco prima di sesto sino alla diga) e verniciarla.
    Mezzo milione per un po’ di vernice.
    Ci passo spesso con mio figlio e sempre ci sono macchine che percorrono la “ciclopedonale”.

  4. ciao ankio ho intenzione di fare milano-calende in bici con ritorno, vorrei sapere quanto tempo ci si mette circa per fare solo l’andata

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