Come ti porto la biga in Svezia

photo and art work: Stephen Cartwright

Una delle grande questioni legate al mio trasferimento, se non LA questione in campo ciclistico, era come caricare la mia bici in aereo in modo che arrivasse sana e salva a destinazione. Quindi, ora che Mrs Rauler troneggia bella come non mai nel mio soggiorno, posso postare il mio metodo. Ovviamente ce ne saranno altri 12000 altrettanto validi, questo è quello che ho usato io.


**MATERIALE UTILIZZATO**

Borsa portabici CRC. Il motivo per cui l’ho scelta è che ha un costo contenuto (tra i 60 e gli 80 eurini, a seconda delle offerte del momento) e mi forniva anche le borse per le ruote, cosa che non è sempre scontata. Altre cose positive sono il grande ammontare di tasche interne, le zip laterali che ti permettono di arrivarci senza aprire tutto il borsone e il portattrezzi. Note negative: le ruotine minuscole, causa peso della bici, non è che funzionino al meglio, quindi meglio recuperare al volo un carrello appena arrivati in aereoporto.

Pluriball a strafottere.

Scotch di carta.

Pellicola trasparente (da cucina, nulla di elaborato!)

– Aiuto salvifico di Tomaradze.

Spessori per forcella/forcellini e copridadi (grazie Davide!)


**PROCEDIMENTO**

Con l’aiuto di Tomaradze, smontare la bici. Sganciare e sgonfiare le ruote, avvitare i dadi dei mozzi e coprirli con i copridadi. Infilare le ruote nelle borse e metterle in un angolo. Togliere i pedali, imballarli a parte e coprire di pluriball pure la guarnitura.  Piazzare gli spessori e arrotolare il pluriball attorno a ogni tubo possibile. Avvolgere la catena nella pellicola trasparente e assicurarla al carro posteriore. Girare il manubrio (occhio, non la forcella! Se no rischia di stortarsi) e bloccarlo con lo scotch al tubo orizzontale. Togliere la sella (o, nel caso di altezza gnomica tipo me, basta abbassarla) e infilare il tutto nella borsa, mettendo una ruota per lato, in modo da bilanciare un po’ il peso.

Dal momento che, oltre al riser montato, volevo portarmi anche la piega, l’ho pluriballata e scotchata al tubo obliquo.

Dopodichè ho portato la borsa in aereoporto, l’ho consegnata al banco bagagli fuori misura e ho pregato.

Tutto è andato a buon fine e Mrs Rauler è arrivata sana e salva! Ora devo solo capire come sopravvivere al ghiaccio perenne, ma il più è fatto.

~ di lafattaturchina su gennaio 27, 2011.

2 Risposte to “Come ti porto la biga in Svezia”

  1. ciao giù..
    sei riuscita a portare la bici in svezia.. tanta roba ora dovrai allestirla le catene o le ruote chiodate?
    come va lassù? come state?
    mi sono appena letto parte del blog svedese e mi pare che non vada così male,,
    kiwi e il freddo?
    un saluto

    • Hey Joan!
      sì, in realtà non so ancora come comportarmi con la neve.. ho in mente un progetto di fissa invernale, ma mi serve un telaiaccio da mtb e qui tutto ciò che è ciclistico si vende a peso d’oro!
      Noi qua su stiamo bene, purtroppo senza kiwi che al momento è in vacanza a casa dei “nonni”.. Stiamo cercando un’altra sistemazione che ci permetta di avere anche i gatti (qua il padrone di casa non vuole), ma è una specie di corsa all’oro!
      Tu tutto bene?

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