L’età del ferro

•gennaio 31, 2010 • 1 commento

Purtroppo il destino ha decretato la fine dell’età della plastica, dal momento che non sembra possibile trovare delle gabbiette di plastica rosa di taglia M.

Quindi, visto che la mia amica Eri mi ha portato da Londra queste splendide gabbiette fluo, si ritorna al metallo.

Sono curiosa di testare il doppio cinghietto. Per ora però la mia ciclofficina casalinga non ne dispone altri, quindi tocca attendere fino domani.

Nel frattempo vendo quelle vecchie.

Lovely Race: Valentine’s Massacre Vol.2

•gennaio 26, 2010 • Lascia un commento

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My name is Tristan and I am alive!

•gennaio 23, 2010 • 1 commento

My name is Tristan and I am alive è il ritornello di una canzone di Patrick Wolf, ma è anche quello che ho pensato mentre tornavo a casa, dopo essermi testata in un giro di gruppo con distanze un po’ più elevate di quelle cittadine.

L’obbiettivo, già dichiarato nel post precedente, era Milano-Pavia e ritorno.

Sveglia impostata alle ore 9.15. Io mi riaddormento e per puro culo mi risveglio solo un quarto d’ora dopo. Le birre della sera prima si sentono, quindi cerco di ripristinare i miei equilibri corporei con del succo di guava seguito da aspirina.

Scelgo con cura l’abbigliamento tecnico, visto che si prevede freddo: pantapannolone con shorts sopra, maglia sintetichina asciugasudore-produciirratazioni, micropile, giacchetta windproof regalatami da Pam e i calzini sexy (quelli con la faccia della renna sopra). Butto in borsa una felpa e una giacca in caso di pioggia.

L’appuntamento è alle 10.15, io arrivo tranquillamente alle 10.30 e non sono neanche l’ultima. Il gruppo si forma: siamo in 5, nessuno in più dei già confermati, io, Stefano, Will, Simone e Beppe. Alla partenza tutti si dimenticano di fare una foto, quindi recuperiamo appena giunti al naviglio.

Seguiamo la ciclabile fino quasi alla rotonda di Binasco, dove l’ultimo tratto di pista è ancora in lavorazione e quindi ti sputa sulla Statale dei Giovi, in un punto nemmeno troppo carino e/o sicuro, in direzione dell’orrida rotonda. Ma noi non ci stiamo e ingannati dalle illusioni ottiche che il freddo ci propina, decidiamo di oltrepassare la transenna dei lavori in corso e di proseguire. Tutto sembra andare bene, fino a che non incontriamo dei problemi tecnici: il sottopasso è allagato. La maggior parte di noi decide di ritornare sui propri passi, qualcuno invece tenta l’attraversamento al grido di “non dovrebbe essere profonda”. In realtà si rivelerà essere mezzo metro d’acqua.

Stop a Binasco per salutare Max e poi via in direzione Pavia.

Più ci avviciniamo alla nostra destinazione e più il clima si fa rigido. Simone parte in quarta senza accorgersene e, a meno di 8km dall’arrivo, io scoppio e invoco la pietà di qualcuno perché mi finisca. Stefano invece decide di farmi forza e di tenere una velocità più contenuta. Rinvigorita dal supporto di Stefano tengo botta e riesco ad arrivare fino alla nostra destinazione: Trattoria da Armando.

Tra un bicchiere di vino e l’altro il mio piano di tornarmene in treno viene boicottato: anche i pavesi hanno deciso di tornare a Milano, quindi io, per non essere da meno, risalgo in sella per il ritorno.

Il rientro scivola via veloce e in un paio d’ore siamo di nuovo a MilanoTiAmo.

I ragazzi, probabilmente per tenere alta la mia autostima, giurano che la mia presenza abbia evitato una bagarre testosteronica. In ogni caso, sebbene non rientri in noi uomini duri, anche noi donne abbastanza dignitose siamo contente del risultato! Vediamo come andranno le prossime uscite…

Milano-Pavia Andata/Ritorno

•gennaio 21, 2010 • 1 commento

Il buon Ste ha lanciato la proposta: Milano-Pavia-A/R

Il quando è il 23 gennaio 2010.

Il dove è piazza Duca d’Aosta, h.10.15

Il perchè non mi sembra necessario.

Il piano è arrivare fino a Pavia, mangiare in una qualche osteriaccia, rientrare appesantiti dal pranzo.

Ci si vede sabato, per il resto c’è fixedforum.

Di scighera e altre questioni

•gennaio 20, 2010 • Lascia un commento

A gennaio a MilanoTiAmo fa freddo e quando pedali a -5 ti senti un po’ un eroe, anche se in realtà non frega niente a nessuno.

Ma oltre al freddo arriva anche la scighera, che , oltre ad essere un bel posto, viene comunemente chiamata nebbia dai non milanesi.

Fino a qui tutto bene.

Il problema è che quando vedi a malapena le luci della macchina che è a un paio di metri davanti a te, ti viene da farti delle domande sulla tua di illuminazione. Io mi sono risposta che è ora di comprarsi una Knog Gekko, altresì detta luce-che-fa-venire-l’epilessia-se-la-guardi, pure per il posteriore. Nel frattempo cercherò di arrivare viva fino a casa, magari vestendomi di lustrini e paillette…

La foto fa parte del progetto di previsioni meteo di Steffi Gloor e Kurt Riedi. Se capita dategli un occhio, chè a me piace molto.

Paesi civili (pt.2)

•gennaio 19, 2010 • Lascia un commento

Copenhagen, Denmark.

Se volete leggere di questo progetto, andate QUA (in inglese)

Station wagon?

•gennaio 12, 2010 • Lascia un commento

Tesoro vai tranquilla, i bambini li porto a scuola io.

Amsterdam, Netherlands

Amsterdam: Bike Polo New Year Tournament

•dicembre 30, 2009 • Lascia un commento

Magari riesco a scattare qualche foto…

Alle volte il Natale… (pt.1)

•dicembre 27, 2009 • 2 commenti

…vale la pena di festeggiarlo!

A breve il resoconto del test su strada.

Xmas Rat Race: il resoconto

•dicembre 23, 2009 • Lascia un commento

Gara pazza con le pipe pazze!

Alle ore 14, riesco a sfuggire dal giro di shopping-pro-regali-natalizi, con la promessa di rimandarli a domani.

Mi fiondo in Colonne, in una Milano innevata ma non troppo, arrivando in perfetto orario. La mia puntualità mi costerà un’attesa al freddo micidiale, che mi congelerà tutte le ditina dei piedi.

Ok, si parte! Per il primo check bisogna recuperare pasta, riso o scatolame da portare al ricettatore. Ebbene sì, per vincere la gara dobbiamo immedesimarci nella malavita e scalare la carriera di pusher!

Mi fermo a fare una foto con uno sbirro (come impostomi del manifest) per dimostrare di avere le conoscenze ggiuste ed evitarmi casini con la pula, poi stando a ruota di Iza, recupero da un cino-bangla-pakistano degli spaghetti di riso e scatolame vario. Il ricettatore me li paga 4 pipedollah.

Ok, ho il denaro per cominciare.  Sempre in compagnia di Iza mi dirigo allo smazzo per recuperare l’erba (splendido l’origano in bustina! Ho pensato che se mi fermavano l’avrebbero pure presa per erba vera!).  Con le tasche piene di buste verdi, andiamo verso le scuole per farle fruttare.

A noi si è unito Will, che purtroppo scopre in Piazza Leonardo di aver perso tutte le bustine!

Purtroppo il tempo ci è nemico e la cartina pure: via Roentgen non c’è e la chiusura delle scuole è troppo vicina per poterla cercare a casaccio. Quindi, si va da dodici per passare a giri più grossi: è la volta della bamba (alias zucchero).

Via ad un altro giro di vendite! Le gambe tengono bene e assieme a Iza e Will ci scambiamo la testa del gruppetto, dandoci un ottimo ritmo. I check sono tutti in vie da me conosciute; quindi mi oriento con facilità. Ma ecco che l’imprevisto intralcia la mia gloria: un automobilista, probabilmente esasperato dal traffico di natale, decide di farmi subire la sua stessa sorte, chiudendomi e non lasciandomi passare. Io risolvo la situazione rispondendogli, ai suoi numerosi insulti, “buon natale!”. Il tipo rimane disorientato e io riesco finalmente a passare.

Purtroppo ormai però il gruppetto è perso e io da sola non scanno quanto vorrei/dovrei. Finisco comunque la gara, contenta della mia performance.

Comunque grande divertimento! Brave le pipe ad organizzare e fantastici i pipedollah!

Le foto le trovate sul flickr di Naos, Cityzencecco, Photographer e Diodo